lunedì 30 giugno 2008

Case Popolari: nessun diritto

Non sappiamo quanto sia stata sbandierata la questione delle case popolari. Si possono notare dei programmi di attualità che trattano il caso, certo, ma sempre in orari decisamente distanti dal prime time.

Alcuni politici inneggiano all'occupazione delle case, in un periodo storico in cui la casa stessa, di proprietà o meno, più che un diritto umano, diventa un lusso. Abitazioni dalle metrature quadre che impediscono l'installarsi di una famiglia intera, della serie: attenzione a fare un figlio che sennò ci tocca chiuderlo nell'armadio. A parte l'abusivismo edilizio che continua ad imperversare nella Penisola in maniera semi esponenziale, e in particolar modo in alcune zone in cui i Costruttori la fanno da padroni alternandosi sulle poltrone di Sindaci (ed altre figure politiche), ci sta l'evidente problema dell'occupazione delle case popolari.

L'occupazione delle case popolari, gestite dall'Ater, è la metafora del culmine della Lotta fra Poveri, invece che fra le classi. Usata dalla malavita, viene, come già accennato sopra, sostenuta da alcuni nostri politicanti... Visto che il racket guadagna 3.000 euro circa a persona, sull'occupazione di questi appartamenti che dovrebbero servire ad altri in lista da tanto tempo, viene decisamente da pensare male riguardo ad alcune connessioni. CONTINUA

sabato 28 giugno 2008

Extracomunitari e Comunitari: le responsabilità delle Istituzioni

Proprio in concomitanza con le passate elezioni politiche il Paese sembra essersi spaccato fra coloro che aprirebbero le porte in maniera incondizionata a tutti quanti, purché siano stranieri e i nuovi puristi della cultura italiana.

Si passa, dunque, con una gran facilità da discorsi riguardo all’utilità del soggetto immigrato, fino all’indignazione di molte famiglie italiane che si vedono soffiare (vero o falso che sia) le case popolari da qualche cittadino straniero (sia che ci si riferisca a modalità di occupazione legale, sia che si parli di occupazione illegale).

Da destra e da sinistra si “strumentalizzano” alcune religioni in maniera indecorosa, le quali facilmente si prestano all’uopo: da un lato si punta il dito contro il cittadino straniero, in quanto reo di attentare alla cultura e alla cristianità del Paese. Dall’altra abbiamo scene di isteria nel tentativo effettivo di erodere la propria cultura, ma facendo incolpare persone appartenenti ad altri credi religiosi.

In poche parole, gli extracomunitari e i comunitari vengono bellamente usati sia da parte di una fazione che da parte dell’altra. CONTINUA

lunedì 23 giugno 2008

Energia: i sovrapprezzi

Tutti ci lamentiamo delle bollette che salgono inesorabilmente e della benzina che oramai è in aumento irreversibile. Il 18 Giugno, sul Corriere della Sera Online si legge un articolo rivelatore di Massimo Sideri riguardo, appunto, la sfilza di accise decisamente non sense che ci troviamo in bolletta o che vengono ricaricate sulla benzina, sul gas e sul gasolio.

Allora qua si vuole fare una sorta di sunto esplicativo. Per infiammare gli animi suggeriamo di leggere l'articolo su citato. CONTINUA

mercoledì 18 giugno 2008

Le Banche come l'Ebola

Premessa: si è soliti tassare i ceti che possano essere considerati minori, così che restino sempre alla base della nuova piramide che caratterizza le società attuali, e questo in tutto il Mondo. Se ci aggiungiamo che in Italia questa abitudine è esponenziale, la frittata è fatta: come la metti, la metti male. CONTINUA

giovedì 29 maggio 2008

Pubblico ed industria Mediale

In questi giorni ho dato un’occhiata ad alcuni profili MySpace. Innanzitutto ho notato che su questo network (come nella vita reale) molti utenti scrivono alla voce “Televisione”, ovvero le preferenze per i programmi, che non fruiscono questo Medium, anzi alcuni arrivano a definirlo schifoso. Di contro, però, sempre su MySpace possiamo incontrare molti artisti, come musicisti, attori di cinema (magari alternativo) oppure di teatro, i quali a ragione si lamentano del fatto che persone qualsiasi si piazzino dentro la Casa del Grande Fratello diventando così una sorta di star, mentre loro sono costretti a faticare, senza ottenere un meritato riscontro. Questo mi ha fatto ricordare le eterne polemiche che la gente faceva (aizzata anche da programmi come Striscia la Notizia) quando si scopriva che un concorrente ufficialmente anonimo di un qualche Reality o di altro programma a premi era, al contrario, una persona che già in passato aveva riempito le redazioni con i propri provini. Della serie: più non è addetto ai lavori e meglio è. CONTINUA

mercoledì 28 maggio 2008

Equitalia: metodo di riscossione feudale

È comune modo di pensare che "gli Italiani" non vogliano pagare le tasse. Che costoro ("Gli Italiani") pretendano dei servizi gratuiti da parte dello "Stato" (Sembra che si stia parlando di antichi miti Greci), ma senza sborsare un soldo... Fermi tutti: le tasse vengono pagate. Il luogo comune dell'Italiano-Evasore-Fiscale è allo stesso livello di quando si dice che non esista più la mezza stagione.

Se un operaio di fabbrica versa il 35% di tasse non possiamo dire che ci sia evasione fiscale da parte degli "Italiani". Se un operaio edile versa circa il 50% del lordo della sua busta paga mensile, mi sembra che di tasse se ne paghino abbastanza. Senza contare la nuova moda della p.IVA che fa sborsare fino al 55% più varie ed eventuali. A queste percentuali, degne dei mezzadri del Re, dobbiamo aggiungere tutta un'altra serie di gabelle, fra cui immondizia, ICI (almeno fino a ora, poi si vedrà), Irpef ecc. Comincia ad essere necessario che non solo i governanti e il Fisco, ma anche i giornalisti e tutta quella parte di opinione pubblica che parla per slogan, si rendano finalmente conto che un operaio non può versare percentuali di contributi degne di Mediaset. CONTINUA

martedì 27 maggio 2008

Formazione: Manca sempre qualcosa

Qualche tempo fa sono stata ad un colloquio in un ufficio stampa, a Roma, per uno stage. Il direttore mi fa accomodare e comincia a chiedermi che titolo di studio avessi; rispondo che sono laureata in Scienze della Comunicazione e quello ribatte con una smorfia. Dove sta il problema? Chi pensa al solito pregiudizio nei confronti di questa facoltà, questa volta è fuori strada.
Il direttore dell’ufficio stampa mi spiega che ha avuto problemi con tutti gli iscritti all’università, almeno sulla piazza Romana. Sociologia, Scienze della Comunicazione o Lettere: non pare che ci sia troppa differenza, in quanto veramente in pochi sono in grado di lavorare in un ufficio stampa. Direte voi: “all’inizio è normale!”, stessa cosa che ho detto io infatti. Il problema non è “l’inizio”, il problema è semplicemente che all’interno delle università Romane non pare che vengano organizzati laboratori in grado di insegnare qualche cosa ai laureandi e di conseguenza ai laureati. CONTINUA